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Una bella filastrocca inglese recita così:

Per mancanza di un chiodo un ferro fu perso,
mancando un ferro il cavallo fu perso,
mancando un cavallo il cavaliere fu perso,
mancando un cavaliere la battaglia fu persa,
perdendo la battaglia il regno fu perso.
E tutto per la perdita di un chiodo del ferro.


Questa citazione dimostra l'importanza del chiodo nella ferratura, da quando i maestri forgiatori Celti trovarono per primi il metodo di proteggere gli zoccoli dei loro cavalli da guerra. Da allora la ferratura del cavallo è rimasta immutata nei suoi elementi essenziali: utilizzo di bande di ferro modellate al contorno del piede e fissate alla muraglia tramite chiodi.

Sembra che in origine il ferro avesse un profilo ondulato con stampe ovali e i chiodi avessero gambo rotondo e testa ovale nel senso dell'altezza.
Solo più tardi i romani, occupando il territorio di galli, celti e britannici, appresero la tecnica della ferratura e la migliorarono progettando un ferro piatto con stampe idonee ad alloggiare chiodi con gambo e testa quadrati che consentivano un'applicazione più facile e di maggior durata, senza il rischio di danneggiare l'unghia del cavallo.

Sebbene l'invenzione della ferratura sia da attribuire a tempi antichi, non ci sono dubbi che la sua diffusione in tutto il continente europeo avvenne durante il periodo delle Crociate, quando il ferro veniva trattato e forgiato in abbondanza